FAQ

Le domande frequenti dei miei assistiti.

Il paziente che sia stato vittima di un errore medico, o i suoi congiunti in caso di decesso, ha il diritto di richiedere il risarcimento dei danni subiti sia al medico sia alla struttura ospedaliera. Tuttavia, il medico e la struttura rispondono del danno in modo differente.

La struttura sanitaria risponde secondo i principi della responsabilità contrattuale, mentre al medico è generalmente attribuita una responsabilità di tipo extracontrattuale. Questa distinzione è fondamentale perché incide direttamente sui termini di prescrizione.

È importante agire tempestivamente, poiché esistono termini entro cui è possibile esercitare il diritto al risarcimento: in linea generale, fino a 10 anni nei casi di danno con invalidità e 5 anni nei casi di decesso.

Ogni situazione va comunque valutata nel dettaglio.

In caso di sospetto errore medico è opportuno rivolgersi a un professionista specializzato nella materia. La responsabilità medica è un settore complesso, che richiede competenze specifiche sia giuridiche sia medico-legali.

Solo un avvocato esperto in responsabilità medica è in grado di valutare correttamente la procedibilità del caso, raccogliere la documentazione necessaria e impostare l’azione più adeguata per conseguire il giusto risarcimento.

Agire tempestivamente consente di tutelare al meglio i propri diritti.

Molti si chiedono se sia preferibile agire in sede civile o penale. La differenza principale riguarda il criterio di valutazione della prova.

In sede penale il giudice deve accertare la responsabilità “oltre ogni ragionevole dubbio”, quindi con un livello di certezza molto elevato.

In sede civile, invece, vale il principio del “più probabile che non”, che richiede un grado di prova meno rigoroso.

Nella pratica, la consulenza tecnica disposta dal Pubblico Ministero in sede penale spesso non rileva profili penalmente rilevanti proprio perché è difficile soddisfare il criterio dell’oltre ogni ragionevole dubbio. In sede civile, invece, la consulenza tecnica ha maggiori possibilità di accertare una responsabilità secondo il criterio del più probabile che non. Un avvocato esperto saprà valutare quale strada sia più adeguata nel caso concreto.

Dal punto di vista medico-legale la cartella clinica è un documento fondamentale.

Essa consente di ricostruire l’assistenza ricevuta, le cure praticate e le decisioni terapeutiche adottate nei confronti del paziente.

La cartella clinica è strettamente collegata alla responsabilità professionale medica, sia per quanto riguarda la corretta compilazione, sia per la conservazione e l’archiviazione.

Senza la documentazione sanitaria è estremamente difficile effettuare una valutazione tecnica accurata del caso.

In sede civile si promuove generalmente un procedimento speciale denominato Accertamento Tecnico Preventivo, previsto dall’art. 696 bis del codice di procedura civile. Si tratta di uno strumento volto a ottenere una consulenza medico-legale d’ufficio che accerti l’eventuale responsabilità della struttura ospedaliera o del sanitario.

Questo procedimento consente spesso di chiarire in modo tecnico la vicenda e può favorire una soluzione conciliativa tra le parti.

Denunciare un caso di malasanità è un diritto del cittadino che ritenga di aver subito un danno. Chiedere un accertamento e un eventuale risarcimento non significa attaccare la professione medica, ma esercitare una tutela prevista dall’ordinamento.

Il risarcimento rappresenta il giusto ristoro per il danno subito e l’azione legale, se condotta in modo corretto e responsabile, non comporta ritorsioni, ma si inserisce in un percorso di accertamento e trasparenza.

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